28/04/10

Un dolce sentimento: 02-Attendere il tempo.


Si era da poco svegliato, troppo presto per la sua stessa sanità mentale.
Avrebbe voluto così tanto non destarsi mai, ma persino nei suoi sogni quella figura lo perseguitava, neppure in quell'unico attimo di niente continuo poteva dimenticare tutti i suoi ricordi e preoccupazioni, o anche soltanto una misera parte di ciò che lo feriva.

Erano ancora le quattro del mattino e non era riuscito a riposarsi nemmeno un po', non rimaneva altro che alzarsi e occupare il corpo-e chi lo sa magari anche la mente?- in qualche attività giornaliera mattutina. Svolto qualche lavoraccio in casa il tempo lo oltrepassò, fin quando giunse l'attimo atteso, l'ora dell'incontro. Di comune accordo avevano deciso che si sarebbero incontrati alle nove davanti quella cafetteria all'angolo della piazza principale della sua città, luogo che conosceva molto bene perchè spesso si era recato lì a fare colazione.

Ci mise poco ad arrivare, la distanza non era tanta da casa sua, lui inoltre era veloce nella camminata, era abituato a percorrere distanze ben più grandi.

Erano ancora le otto e trenta quando arrivò in piazza di fronte all'edificio: il locale era famoso per gli squisiti dolci e la cioccolata calda era la sua specialità. Diverse volte Su-san lo aveva portato in quel posto per offfrirgli una fumante tazza di cioccolata dall'aroma intenso di chicchi appena raccolti. La freschezza del mattino e il suo sguardo mentre lo osservava, non cambiava mai espressione neppure quando sorseggiava quel nettare dolce. Riusciva a capire quanto lo Svedese si divertisse in quei momenti, quando goffamente cercava in tutti i modi di mantenere il proprio controllo senza divampare ferocemente come il suo solito.

Era così divertente la sua espressione idiota in quei momenti?

Se lo chiedeva di continuo senza trovare una vera risposta. Alla fine ogni rumore nella sua testa svaniva, ed erano soltanto loro due seduti uno di fronte all'altro, una simbiosi che riempiva il suo animo.


Ritornò al presente, la realtà lo aveva rigettato dentro di essa quando i suoi occhi avevano captato quella presenza: era lì in piedi davanti all'ingresso del locale ad aspettarlo, non lo aveva notato mentre guardava qualche punto indefinito lontano, forse da ogni cosa.

Il piede destro avanzò per primo, il suo compagno gli venne dietro.


Può il principio del caos essere così calmo e lento?


1 commento:

valychan90 ha detto...

Rispetto al capitolo precedente , questo è un capitolo più descrittivo ....non che la cosa mi dispiaccia, anzi.
Ho anche scoperto che sei bravissima a scrivere anche le descrizioni , sempre precise ma mai troppo prolisse e inoltre, il tuo stile mantiene sempre una cera poeticità intrinseca anche quando descrivi semplici scene di vita quotiana (come quella del ricordo/Flashback di Tino , che era davvero una scena molto dolce *O*).
Ancora non si capisce moltissimo dalla trama ma già qualcosa mi è più chiaro *O*.
Conclusione: Questo secondo capitolo è stupendo , mi piace come mi è piaciuto il primo. Scrivi divinamente carissima ^^. Continua così che sei bravissima . Complimenti davvero ^^.

(non vedo l' ora di leggere il prossimo capitolo, ma non voglio metterti fretta XD)